Fili di Amore 

Il legame di attaccamento

Quan­do nasci­amo siamo sostenu­ti e accom­pa­g­nati nel­la cresci­ta, dall’amore di chi si prende cura di noi, la base su cui costru­ire­mo la fidu­cia, ovvero il tram­poli­no che ci per­me­t­terà di fidar­ci e affi­dar­ci alla vita. L’amore che ci viene dato si immagazz­i­na inter­na­mente e sarà spe­so soprat­tut­to quan­do il bam­bi­no si sep­a­ra dai gen­i­tori (o da quel­la figu­ra con­sid­er­a­ta pri­maria) per svilup­pare relazioni affet­tive con altri pari e adulti. 

I gen­i­tori o col­oro che si sono occu­pati di noi han­no cosi con­tribuito a deter­minare la rap­p­re­sen­tazione che abbi­amo del mon­do. In prat­i­ca, con­tribuis­cono allo svilup­po dei mod­el­li oper­a­tivi interni, ovvero delle mappe che guidano l’insieme delle nos­tre relazioni che pos­sono essere con­sid­er­ate come luoghi sicuri o minac­ciosi. Tut­to questo si lega alla modal­ità di attac­ca­men­to che si svilup­pa con i nos­tri care­givers a par­tire dal­la nascita. 

I gen­i­tori han­no il com­pi­to tra i vari, di fornire affet­to in modo da per­me­t­tere ai figli di trasfor­mare l’amore rice­vu­to in una risor­sa inte­ri­ore con cui affrontare la vita spendibile in par­ti­co­lar modo quan­do la figura(e) di attac­ca­men­to, fonte di sicurez­za e pro­tezione, non è presente.

La respon­s­abil­ità è di accom­pa­gnare i figli ad allon­ta­nar­si, rima­nen­do base, cioè quel por­to sicuro a cui si può tornare sem­pre, soprat­tut­to quan­do le intem­perie del­la vita gen­er­a­no angos­cia e spae­sa­men­to. Sapere che da qualche parte c’è il pos­to sicuro per­me­tte al bam­binœ di esplo­rare mon­di dis­tan­ti, sen­za sen­tir­si per­si, rima­nen­do in con­nes­sione con il gen­i­tore e sapen­do che se ci sono tem­peste improvvise, mare­moti o tor­mente sem­pre può tornare al por­to sicuro. 

Il gen­i­tore è il rifer­i­men­to gen­tile e autorev­ole che sa dosare dis­tan­za e vic­i­nan­za, for­nisce pro­tezione sen­za che ques­ta diven­ti iper­pro­tezione che con­gela ed invis­chia. Un bam­bi­no con un legame sicuro ama il pro­prio gen­i­tore da cui a sua vol­ta è ama­to e riesce a sep­a­rarsene pur rima­nen­do con­nes­so da fili invis­i­bili di amore. 

E’ impor­tante per un genitore: 

  • Ascolto e osser­vazione: ogni bam­bi­no è uni­co, rispon­dere in modo effi­cace e accogliente raf­forza il legame e favorisce un attac­ca­men­to sicuro. 
  • Essere disponi­bili e pre­sen­ti: accogliere emo­ti­va­mente sia i momen­ti di gioia che quel­li tristi o di rab­bia per­me­tte di creare un lin­guag­gio emo­ti­vo in cui tutte le emozioni tro­vi­no casa. 
  • Ambi­ente sicuro: la rou­tine favorisce la sta­bil­ità e la preved­i­bil­ità dei com­por­ta­men­ti da parte dei bam­bi­ni e li fa sen­tire sicuri
  • Rispon­dere ai bisog­ni: L’importanza di rispon­dere sia ai bisog­ni fisi­ci che emo­tivi ed affet­tivi. Offrire con­for­to quan­do il bam­bi­no ha pau­ra o è spaven­ta­to, incor­ag­gia ad esplo­rare il mondo. 

Il legame sicuro crea bam­bi­ni che han­no fidu­cia in se stes­si, che inve­stono nelle relazioni sociali, che coop­er­a­no e col­lab­o­ra­no con gli adul­ti e con i pari e che saran­no adul­ti in gra­do di affrontare lo stress in modo resiliente, avran­no relazioni affet­ti­va­mente aut­en­tiche e una visione del mon­do come un luo­go sicuro ed accogliente.

Sen­za amore non si va da nes­suna parte! Amore che si con­ser­va, che riem­pie e che per­me­tte al bam­bi­no di allon­ta­nar­si sicuro e al gen­i­tore di las­cia­re andare il figlio/a nel mon­do. Per­ché il vero com­pi­to gen­i­to­ri­ale è las­cia­re andare!. 

“Amare sig­nifi­ca las­cia­re andare, aven­do pri­ma costru­ito una stan­za nel cuore in cui l’amore del gen­i­tore per il pro­prio figlio e vicev­er­sa tro­va un luo­go elet­ti­vo”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *